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Figurando il Paradiso
Coles
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Figurando il Paradiso in Grande Prairie, AB
Current price: $7.99

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Paradiso XXIII è il canto nel quale Dante cerca di descrivere al suo lettore le verità del cielo. Egli tenta di farlo sforzandosi con tutte le proprie capacità: innanzitutto con la maestria della sua scrittura, che sarà però inevitabilmente insufficiente di fronte a una realtà ineffabile. Il Poeta sfrutta allora tutte le potenzialità dell'ingegno umano: l'arte di immagini impressioniste e barocche, la scienza del fulmine, la musica della "circulata melodia" celeste, che lo stesso Dante realizza grazie a straordinarie intuizioni metriche. Tema dominante è il rapporto terra-cielo che permette di riconoscere il Paradiso anche nella realtà quotidiana, grazie alle tantissime similitudini che cercano di riportare l'esperienza dei cinque sensi di Dante: è il suo tentativo di "figurare il paradiso". È questo il canto più teneramente materno della Divina Commedia: sin dal primo verso Dante rievoca la propria madre, celatamente presente, per giungere a lodare Maria, vera protagonista di questo canto. Un libro che unisce un'accuratissima analisi filologica sulle scelte linguistiche dantesche a una spiritualità che tenta di contemplare ciò che è quasi impossibile esprimere: il lettore rintraccia infatti in questi versi tutti i dogmi della fede cristiana, persino l'Assunzione di Maria, che il Poeta afferma con settecento anni di anticipo. Alla fine Dante riuscirà a dirci cos'è il Paradiso: lo farà grazie all'autenticità delle parole più semplici e genuine e ai ricordi più teneri della sua vita.
Paradiso XXIII è il canto nel quale Dante cerca di descrivere al suo lettore le verità del cielo. Egli tenta di farlo sforzandosi con tutte le proprie capacità: innanzitutto con la maestria della sua scrittura, che sarà però inevitabilmente insufficiente di fronte a una realtà ineffabile. Il Poeta sfrutta allora tutte le potenzialità dell'ingegno umano: l'arte di immagini impressioniste e barocche, la scienza del fulmine, la musica della "circulata melodia" celeste, che lo stesso Dante realizza grazie a straordinarie intuizioni metriche. Tema dominante è il rapporto terra-cielo che permette di riconoscere il Paradiso anche nella realtà quotidiana, grazie alle tantissime similitudini che cercano di riportare l'esperienza dei cinque sensi di Dante: è il suo tentativo di "figurare il paradiso". È questo il canto più teneramente materno della Divina Commedia: sin dal primo verso Dante rievoca la propria madre, celatamente presente, per giungere a lodare Maria, vera protagonista di questo canto. Un libro che unisce un'accuratissima analisi filologica sulle scelte linguistiche dantesche a una spiritualità che tenta di contemplare ciò che è quasi impossibile esprimere: il lettore rintraccia infatti in questi versi tutti i dogmi della fede cristiana, persino l'Assunzione di Maria, che il Poeta afferma con settecento anni di anticipo. Alla fine Dante riuscirà a dirci cos'è il Paradiso: lo farà grazie all'autenticità delle parole più semplici e genuine e ai ricordi più teneri della sua vita.




















